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L’astrologia draconica è correntemente utilizzata nel mondo anglosassone e sudamericano, non si conosce esattamente da quanto sia in uso perché vi sono alcuni astrologi che ne riportano l’origine babilonese, rifacendosi al mito del drago che inghiottiva i luminari in occasione delle eclissi, altri invece disconoscono questa versione, indicando che sia frutto di qualche equivoco di traduzione. In ogni caso, è in uso da circa 50 anni e risulta essere molto interessante. Oggi la maggior parte dei software astrologici calcolano la carta draconica, quindi, è facilmente reperibile anche sui principali siti on line di calcolo del tema natale.

 

La carta draconica è una possibilità di incontro con piani e dimensioni differenti, più interni o soggettivi. Essa è una sfida: attraversare una soglia di conoscenza per passare ad un’altra realtà, accorgersi che abbiamo due cammini: uno più esteriore relazionato con lo spazio, il tempo e il mondo, l’altro è un cammino interiore, il sentiero che rappresenta il Nodo Nord e la carta draconica da cui emerge, il mezzo per ritornare all’Unità.

Quanto più separato si trova l’uomo dalla sua realtà interiore, allontanato da quello che lo nutre e alimenta veramente, maggiore può essere il suo sentimento di incertezza. Nella misura in cui la breccia fra i due piani si riduce, maggior armonia si troverà. Per questo possiamo dire che la carta draconica è una promessa e tratta di una vocazione. Solo davanti alla soglia della sfida, che ci propone il Nodo Nord e il sistema draconico, incontreremo il filo che ci riconduce alla finalità della nostra vita. Il filo di Arianna, per addentrarci nel nostro labirinto e arrivare al centro senza perderci.

Redigere la carta draconica per ogni carta tropica significa disporre di un apporto di chiarezza e lucidità maggiore sui contenuti e gli apprendimenti offerti alla persona, anche se questi possono risultare destabilizzanti perché la struttura mentale creata per dare sicurezza viene messa in discussione.

I nodi della Luna ci portano verso il centro della nostra interiorità. Questo esige da ognuno uno sforzo, un lavoro, una ricerca e un chiedersi: come ci arrivo?

Possiamo spingerci a sostenere che la carta natale tropica è solo il mezzo per arrivare a questa altra realtà interiore. La carta draconica costituisce l’ambito del vero combattimento interno e della lotta con il proprio dragone, per realizzarci spiritualmente e portare a termine il piano individuale che ognuno ha.

La prima regola da non dimenticare mai è che il tema draconico non è un’alternativa al tema tropico. È sempre una carta supplementare, un ingrandimento di un’area della carta tropicale, ovvero l’asse nodale. La sua area d’interesse è lo sviluppo spirituale, la direzione del viaggio della vita, l’identificazione dei temi dell’anima, le grandi sfide della vita o le maggiori opportunità. Lo scopo centrale del tema draconico è quello di svelare il significato nascosto. Si cercano approfondimenti sui temi della vita che si nascondono dietro a ciò che il tropico lascia intravedere. Per questo scopo non si incoraggia la microanalisi del tema draconico, perché farlo significa costruire un’alterazione della storia tropicale e rischiare di fraintendere il significato draconico.

La storia draconica non è un universo parallelo nel quale si entra se quello tropico non è di nostro gradimento. Piuttosto, la storia draconica aggiunge nuove tematiche, nuove sfide, nuove prospettive da intendere come modi per imparare da una esperienza, da una vita o da una situazione. In un certo senso la carta draconica suggerisce una nuova destinazione che può essere un mezzo per accrescere la comprensione di quanto in evidenza nel tema tropico.

La carta draconica indica il potenziale di crescita e di comprensione al di là dei parametri della carta tropica, anche se possono essere indicati problemi e ostacoli: a volte questi impedimenti sono centrali per il proprio scopo draconico. Descrivere il potenziale di una persona nella carta draconica non vuol dire che le siano garantiti determinati risultati o che il potenziale sia all’altezza. Per progredire spiritualmente è necessario che l’individuo voglia comprendersi e crescere, che abbia curiosità per lo scopo della vita e che riconosca i temi della carta draconica.

 

I Nodi Lunari

Un certo asse nodale nella mia carta indica che c’è una polarità molto attiva, che racchiude uno specifico segreto sulla corretta circolazione dell’energia nella mia vita. Così è possibile registrare che l’asse nodale lunare è importante, perché ci parla di una tematica (tanto per segno che per casa) che risulta fondamentale per la mia vita. Possiamo dire che, in questo senso, la corretta circolazione dell’energia nodale allinea chiaramente tutto il sistema energetico.

Il lavoro con l’asse nodale arriva ad un punto culminante quando, dovuto alle esperienze che si rivelano difficili nella casa e nel segno del Nodo, si produce quello che potremo chiamare il grido dell’anima. È un livello molto profondo ed essenziale nel quale realmente accetto che “le cose sono al rovescio di come le desidero”. L’asse nodale realmente gira istantaneamente, appena nel momento in cui si può realizzare questo insight, che è molto doloroso e destabilizzante: le cose sono esattamente al rovescio di come le pianifico e le desidero profondamente.

Per esempio: se ho l’asse nodale Ariete – Bilancia o Casa I – Casa VII tenderò a scoprire che quanto più mi comando, disinteressandomi al punto di vista altrui e senza interrogarmi se condivido o meno, solo così sorge il mio vero desiderio. Questo implica rinunciare, internamente, a quello che desidero condividere, complementare o essere in accordo nella manifestazione del mio desiderio. Solo quando questo si produce, iniziano ad apparire le vere complementarità indipendenti.

Il Nodo Sud non funziona come una Luna, è sicuramente affettivizzato ma è qualcosa proprio dell’anima, come una convinzione inconscia molto radicata della quale è difficile disfarsi ed è doloroso farlo.

Nell’esempio citato solo disinteressandomi della complementarità sorge il mio vero desiderio, costasse la solitudine. Solo restando solo posso completarmi realmente.

Possiamo sintetizzare rapidamente i significati dei Nodi nei segni e nelle case, quali brevi suggerimenti di partenza. Possono essere un preludio alla prospettiva dello scopo della vita prima dell’analisi della carta draconica.

NODO SUD: simboleggia le nostre impostazioni predefinite. Rappresenta talenti e tratti riflessivi con cui siamo nati, oltre ad inclinazioni che possono sorgere nel primo sviluppo personale in questa vita, dalla cultura, dall’eredità della famiglia. Non è una zona di negatività o un malefico, è un simbolo di ciò che siamo, il punto di partenza da cui è possibile la crescita personale. L’anima rigetta la ripetizione e l’inerzia ciclica, è attratta da quelle nuove circostanze di vita che hanno il potere di costruire su ciò che familiare e conosciuto.

NODO NORD: simboleggia le nostre impostazioni di crescita. Comunemente chiamato punto del destino, questo nodo rappresenta il percorso di crescita personale. I temi del nodo Nord si presentano come un correttivo o come lo sviluppo delle aree di esperienza o di familiarità del Nodo Sud. Questi temi possono manifestarsi come un talento o una preoccupazione trainante (al contrario della fissazione clinica) e/o attraverso le avversità o altre sfide. Il nodo può essere considerato un punto d’arrivo nell’evoluzione individuale, raggiunto dal riconoscimento di scopi di vita derivanti da talenti radicati e da talenti da inseguire. L’asse nodale tropicale è il punto di partenza per individuare gli scopi della vita.

 

La direzione dell’asse nodale

I nodi invitano ad una meditazione più spirituale sul corso della nostra vita, più transpersonale.  Simboleggiano la dinamica fra la volontà dell’ego e quella del destino, la direzione della personalità e quella dell’anima. L’asse dei nodi è uno stadio della rivelazione transpersonale.

L’asse dei nodi della Luna risulta rilevante in una prospettiva transpersonale della carta natale. La sua direzione indica destino. Da un’esperienza conosciuta e già assimilata verso un’altra sconosciuta e nuova. Il Nodo Sud suggerisce una qualità zodiacale combinata con un’area della vita (un segno e una casa) della quale abbiamo una memoria che supera la nostra storia personale. La nostra esistenza porta incorporata questa esperienza e in essa, in modo inconscio, la nostra personalità sviluppa delle abitudini. Mentre la personalità reagisce alla comodità – senza sapere perché –, l’anima ha bisogno di scoprire qualcosa di nuovo: la qualità zodiacale e l’area di vita del Nodo Nord. E questa novità non ha a che vedere con accadimenti casuali ma con un’organica necessità del processo profondo del viaggio della coscienza.

In verità, l’asse nodale indica una circolazione oscillatoria, prima che un viaggio lineare da un luogo remoto ad un altro proiettato nel futuro. Simboleggia un flusso e riflusso costante, da un’esperienza già realizzata verso ad altra in realizzazione. Il Nodo Nord indica una zona in cui la coscienza prende contatto con una nuova energia spirituale per assorbirla e convertirla in una sostanza rivitalizzata. Una energia solare rinnovata e creativa che entra nella forma e si incorpora come energia lunare. Il Nodo Sud è questa energia lunare che contiene energia solare, questa energia fatta sostanza vitale concreta, una forma sostanziale che ha saputo assimilare il nuovo impulso di vita trascendente.

Nel Nodo Nord abbiamo energia di futuro e nel Nodo Sud energia di passato. Nel Nodo Nord abbiamo ingresso di energia e assimilazione e nel Nodo Sud abbiamo sostanza incorporata ed eliminazione. In generale del Nodo Sud si parla in termini negativi, indicando che lo si deve lasciare per dirigersi verso il Nodo Nord, che è un accumulo del passato che congiura verso il Nodo Nord. In realtà questa è una distorsione del suo significato: è necessario comprendere il Nodo Sud in circolazione con il Nodo Nord e apprezzare la sua qualità come polo di un asse, prima che come un punto della carta natale. Il Nodo Sud rimette all’istintivo, a quanto assimilato con naturalezza e che non richiede impegno della volontà. Simboleggia un dono già incorporato, un contenuto vitale già metabolizzato e che si esprime in un modo semplice, con la minima complessità e la massima comodità.

In questo senso il Nodo Sud ha una qualità lunare, che però non rimette alla memoria legata alla storia personale, perché la sua energia non è associata a ricordi delle nostre prime esperienze coscienti, perché è una memoria che opera nella nostra vita che però non è stata gestata nella nostra storia personale. È una “Luna” precedente all’esperienza di nostra madre. Il Nodo Sud è una memoria di “un’altra vita”, qualcosa che la nostra coscienza già sa, in un modo naturale e istintivo, senza che richieda aggiornamenti o apprendimenti “in questa vita”.

Il Nodo Nord simboleggia una qualità e un’area in cui dobbiamo integrare una energia sconosciuta, così vitalmente creativa quanto esistenzialmente scomoda, che richiede un effettivo sforzo cosciente. È il nuovo alimento che sarà incorporato, la nuova energia che sarà assimilata ma che non si assume con naturalità istintiva perché appunto è necessaria la volontà cosciente, con la stessa urgenza e bisogno con cui operiamo nell’ambiente esterno alla ricerca del cibo per alimentare il nostro corpo.

È qui dove attorno al Nodo Sud può generarsi una reazione tossica. Il dono vitale già assimilato espresso nel Nodo Sud si conforma come un’area di comodità, un ripiegamento in contenuti che non implicano sforzo, e da lì la coscienza si chiude e resiste all’integrazione della rinnovata e creativa vitalità del Nodo Nord. Polarizzato con il Nodo Nord, il Nodo Sud acquisisce il carattere distruttivo e tossico di quello che non si fa circolare, che oppone resistenza alla sua eliminazione, che si mantiene attaccato a quello da cui bisogna liberarsi, che si cristallizza nella memoria e impedisce di esaurire il passato. Possiamo vederlo come il fatto che davanti al lavoro e allo sforzo che richiede il procurarsi un nuovo alimento pretendiamo nutrirci della sostanza che già ci ha alimentato e della quale ora dobbiamo disfarci. Il Nodo Sud risulta intossicante solamente quando si converte in questo rifugio nel passato della coscienza e da lì si chiude a qualsiasi dinamica creativa che viene offerta dal destino. È in questo senso che Dane Rudhyar riferisce il Nodo Sud come una realizzazione celebrata rispetto al Nodo Nord che è una realizzazione da celebrare.

Il Nodo Nord, da parte sua, rappresenta uno sforzo e un rischio: quello del nuovo e sconosciuto. Però, fondamentalmente, è incorporazione e assimilazione, è un dono che riceviamo dall’universo, un rinnovato e nutritivo apporto della vita. Prima che pericolo, il Nodo Nord genera energia. Simboleggia apertura al creativo, al vitale. È testimone di una abbondanza dell’universo che ci permette di confidare nell’uscita dalla ripetizione che guasta le nostre potenzialità e superare le paure. Dal Nodo Nord l’incontro è con la vitalità senza forma, dal Nodo Sud è con la forma senza vitalità. Nessuno dei due poli è in sé stesso un’autentica chiusura del cerchio ma ognuno ha bisogno dell’altro per riconoscere la propria funzione e proprio per questo i nodi lunari sono un asse oscillatorio, non punti in conflitto escludente.

In coerenza con il suo carattere transpersonale, l’asse nodale simboleggia una sfida d’espansione e di riconoscimento cosciente in perpetua manifestazione. Una energia che ci convoca con persistenza senza che possiamo farla nostra, perché sta continuamente insinuando l’inafferrabile e stimolante proposito dell’anima.

 

Astrologia Draconica: le basi tecniche

Si parte sempre dal tema tropico, dal quale creiamo il grafico draconico con una semplice operazione di calcolo: spostando il nostro Nodo Nord a 0° di Ariete e riposizionando il resto del diagramma del numero di gradi e minuti di distanza esistente fra il Nodo Nord Natale e il grado 0 di Ariete. I programmi informatici sono molto rapidi nel calcolo però possiamo fare un veloce un esempio. Dobbiamo sottrarre la longitudine del Nodo Lunare Nord dalla longitudine di ogni pianeta e punto tropico. Quindi ad esempio, se abbiamo il Nodo Nord a 2 gradi di Pesci la distanza dal grado 0 di Ariete sono 28 gradi; se il Sole di nascita è 16 gradi di Scorpione, avremo che avanzando di 28 gradi il Sole draconico si posizionerà a 28 gradi dopo il Sole Tropico, quindi a 14 di Sagittario. Solo i segni e i gradi vengono spostati, i pianeti rimangono nelle case assegnate tropicamente. Se il Sole tropico è in casa 5 anche nella carta Draconica resta in casa 5.

Costruito il grafico, gli altri elementi da sottolineare per la lettura sono:

    • I nodi hanno un moto retrogrado e ci sono due tipi di nodi, il nodo medio che si muove sempre retrogrado perché ignora l’oscillazione lunare, e il nodo vero che invece considera l’oscillazione lunare per cui ha anche il moto diretto nel corso del mese. Quale nodo usare è una scelta personale, da determinare sulla base delle analisi svolte sui temi natali. Oggi si predilige il nodo vero avendo una facilità nel calcolo preciso, Dane Rudhyar raccomandava il nodo medio.
    • La differenza fra Vero e Medio non è mai superiore ai 2 gradi, quindi la differenza si noterà in fase di cambio di segno.

L’interpretazione draconica prevede un’analisi della carta tropicale e della carta draconica, seguita da un confronto fra le carte in sinastria. E’ molto interessante questa sinastria fra le proprie carte, un’occasione importante d’incontro. Per dirla con le parole dello psicologo William James è un incontro fra Io (espresso dal tema tropicale) e Me (espresso dal tema draconico). La flessibilità è un tratto distintivo del sistema draconico, in quanto le regole del sistema astrologico utilizzato possono essere applicate in genere in aggiunta o in alternativa, con qualche eccezione. Le questioni principali da considerare sono, nell’ordine:

    • La variazione della struttura dei due grafici, cioè la modalità di case è segni e l’equilibrio degli elementi. Esempio: il tema tropico può essere fortemente cardinale, indicativo di una spiccata iniziativa personale e leadership; il tema draconico può essere diverso e mostrare un’elevata mutevolezza, indicativa di forti doti di comunicazione, buona capacità di obiettività e flessibilità. Questo può essere un primo suggerimento che i punti di forza cardinali possono essere messi alla prova con situazioni che prevedono capacità di adattamento. Per quanto riguarda l’equilibrio degli elementi, anche questo può variare fra le carte: si può passare da una predominanza di fuoco ad una di acqua, quindi l’indicazione è che la passione è un tema centrale che beneficerà di un maggior riconoscimento della sensibilità, della fantasia e dell’abilità latente dell’acqua nel cogliere i non detti. Può darsi che l’individuo con un’elevata passionalità si trovi ad affrontare una vita in cui è presente un tema avanzato di ricerca di compromessi fruttuosi se si vogliono rispettare le opinioni altrui. L’analisi degli elementi permette la percezione di un tono basico strutturale della personalità, una prospettiva preferenziale dell’individuo nel relazionarsi al mondo. Il bilancio qualitativo degli elementi ci permette di intravedere un processo di sviluppo nella percezione della realtà che si rivelerà in modo dinamico lungo la vita dell’individuo. Per quanto riguarda le modalità delle case, queste restano zone di attività, non si sono rafforzamenti o indebolimenti.
    • Dominanti: dopo aver valutato la struttura vengono i fattori come la collocazione dei segni e delle case, la vicinanza dei pianeti ai punti angolari, i modelli di aspetto, prestando attenzione ai pianeti tropici e draconici reggenti, i posizionamenti del Sole e della Luna, un pianeta che risulti importante, ad esempio, per posizione in una forma della carta o per dignità.
    • Cambiamenti di segno dei pianeti nella carta draconica: valutazione dei punti di forza e di debolezza dei pianeti in base al segno e al grado. Una promozione di un pianeta, (quando è in dignità o esaltazione) nella carta draconica è indicatore di successo in base a vari fattori, come il segno in cui il pianeta si trova ora; una retrocessione (quando è in caduta o detrimento) è un’indicazione di una sfida particolare. Pensiamo ad un Marte che è in Scorpione Tropico e che passa a Cancro Draconico: questo significa che la persona possiede già una immensa forza d’animo ma che probabilmente incontrerà problemi legati alla dipendenza per cui la sfida sarà quella di conservare la forza d’animo mantenendo una ragionevole misura di indipendenza, in situazioni familiari o di altro tipo. In ogni caso le due condizioni diverse caratterizzano l’espressione dell’individuo. Come esempio possiamo citare Lebron James, il famoso giocatore di pallacanestro della NBA fresco del record del maggior numero di punti segnati in carriera: sul tema tropico il suo Marte è al Medio Cielo nel segno dei Pesci mentre nel tema draconico Marte è sempre al Mediocielo ma in Capricorno, e nella “auto sinastria” è esattamente congiunto al Sole tropico: come non riconoscere in questa combinazione interiore la corrispondenza con la forza, la potenza e la determinazione che lo contraddistinguono (Marte in Capricorno) e che accompagnano la fantasia, la creatività e l’imprevedibilità costante del suo gioco (Marte in Pesci), rappresentando un tratto saliente dell’espressione della sua identità? (Marte Draconico congiunto al Sole Tropico).
    • Sinastria fra il proprio tema tropico e quello draconico: è appena stato anticipato: dopo aver considerato la natura di ciascuna carta e le sue possibili variazioni, si redige il grafico di confronto per le due carte. Con ogni probabilità questo grafico mostrerà nuovi interaspetti. Il Medio Cielo tropicale potrebbe essere ora in congiunzione con la Venere Draconica in Toro: questo allineerebbe la direzione della vita con il valore materiale e i valori morali: la carriera potrebbe richiedere alla persona di attenersi fermamente ad una linea etica in misura avanzata nel suo lavoro. Fa parte dello scopo della vita dell’individuo rimanere fedele a ciò che gli sta più a cuore come qualità. Giove Tropicale può ora essere opposto alla Luna Draconica: la sfida sarà quella di investire i propri scopi superiori con l’autenticità emotiva, la vita non è un gioco con cui giocare, non è una serie di sogni teorici senza conseguenze. Anche la tentazione di esprimere eccessivamente le emozioni può creare difficoltà se non viene riconosciuta come controproducente.
    • Sintesi: sicuramente la parte più impegnativa dell’intera analisi, da affrontare con docilità e lasciando il tempo necessario all’integrazione delle qualità energetiche espresse. In pratica, scoprirete che alcune tematiche ricorrono in tutte e tre le fasi (tropicale, draconico, sinastria fra i due) e che gli interaspetti sinastrici permettono di collegare alcuni temi già individuati o di concentrarsi su temi fortemente evidenziati.
    • Orbite tropiche e draconiche: sempre preferibile concentrarsi sugli aspetti più ristretti, nella sinastria fra tema tropico e draconico lo scostamento degli interaspetti suggerito è entro i 3 gradi. Nel caso dei transiti draconici, lo scostamento massimo è preferibile sia ristretto a 1 grado.
    • Aspetti: essendo una tecnica relativamente giovane, è preferibile lavorare primariamente con congiunzioni e opposizioni, nulla osta però di utilizzare anche gli altri aspetti, in fondo la ricerca deve continuare.
    • Ascendente Draconico: l’ascendente resta sempre il punto importante quale è, per cui l’analisi dell’ascendente draconico e la sua posizione per casa nel tema tropico è un focus fortemente raccomandato, perché profondamente inspiratore e rivelatore delle aspirazioni più profonde della persona. La casa del tema tropicale in cui si posizione l’ascendente draconico va esplorata con nuovi occhi e curata con attenzione, perché diventa una fonte ricchissima di indicazioni e consapevolezza.

Facciamo un esempio più approfondito con un personaggio famoso e speciale: Nelson Mandela. Mandela nasce in una comunità africana dalle forti tradizioni chiamata Xhosa. La sua famiglia appartiene al lignaggio reale del popolo Tembu. Il nonno e il padre furono capi tribali. La sua formazione fu influenzata da una combinazione di valori cristiani e tradizione africana, fra i quali figura esserci il principio Ubuntu: l’empatia tra le persone che formano una comunità, l’essere individuale in funzione della comunità, la percezione che “quello che accade ad un membro del gruppo accade a tutti”. Nel 1940 per evitare un matrimonio combinato fugge a Johannesburg e inizia a frequentare gruppi politici. Inizia la sua attività per la causa razziale ed entra nel Congresso Nazionale Africano. Inoltre, decide di studiare legge.  Il suo attivismo diventa sempre più impegnato fino a che nel 1960 (ai suoi 42 anni) fonda il gruppo La Lancia della Nazione, con il quale accede alla lotta politica armata e passa alla clandestinità.

La vita di Mandela si trova ad un punto critico quando è imprigionato dal regime razzista e condannato all’ergastolo con lavori forzati, nel 1964. La condizioni di prigionia non potevano essere più dure. Permane per undici anni in una condizione di isolamento, confinato in una cella piccola e umida, dormendo su una stuoia sul pavimento, con il permesso di una visita e una lettera ogni sei mesi. Durante questi undici anni muore la madre e uno dei figli ma non riceve il permesso di partecipare ai funerali. A partire dal 1975 le sue condizioni di reclusione migliorano ma resterà recluso fino al 1990, verrà messo in libertà a 72 anni.

Tutto pare organizzarsi affinché la sua coscienza resti cristallizzata nel risentimento, nell’odio, l’angoscia e la disperazione. È difficile immaginare come possa essere emersa la grazia sagittariana dell’ascendente dopo tanta sofferenza, abuso e maltrattamenti. Nonostante la durezza, l’esperienza del carcere genera la trasformazione e la consumazione della matrice di Acqua, cioè dell’incantesimo gregario (Pesci alla cuspide di casa IV), il peso dell’identità del clan (Cancro alla cuspide della casa VIII) e dell’eccitante odio per il nemico (Scorpione alla cuspide della casa XII).  Con il merito di non essere un astrologo, il filosofo Tzvetan Torodov lo descrive così, in un articolo del 2014:

Nelle poche ore libere lasciate dal regime penitenziario dei lavori forzati, si consacra ad una attività sorprendente: inizia a imparare l’afrikaans e legge libri sulla storia e la cultura della popolazione bianca che parla questa lingua. Inoltre, inizia a comportarsi con i suoi guardiani in modo che contrasta con ogni altro prigioniero e, anziché manifestare la sua ostilità e chiudersi nel rifiuto di qualsiasi contatto con questi rappresentanti dell’odiato regime inizia a comunicare con loro.

Con questi gesti pretende riconoscere non solo l’umanità delle vittime, che mai è stata messa in dubbio, ma quella del nemico, poiché cerca di comprendere e vedere come il nemico vede sé stesso. Mandela scopre che le attitudini arroganti dei guardiani e dei loro capi più che un sentimento di superiorità, sorgono dalla paura di perdere i loro privilegi e subire la vendetta di coloro che hanno vissuto da oppressi.  Per questo dichiara: l’afrikaner è tanto africano come i suoi prigionieri neri. 

Una volta al potere, Mandela assume la responsabilità di lenire le profonde ferite del passato sofferte dalla sua comunità per molti anni. Crea la Commissione per la Verità e la Riconciliazione, un organismo che si propose di portare avanti una forma di giustizia che non fosse meramente punitiva. Fu presidiata dal Cardinale Tutu, con il motto: “senza perdono non c’è futuro, ma senza coesione non si può avere perdono. Oltre a rendere possibile l’unità sudafricana nella convivenza etnica, fu possibile approfondire, chiarire la verità degli eventi e riparare il dolore delle vittime.

Sotto il principio che “tutti i membri della comunità sono in relazione” e che “il danno perpetrato su una persona è una ferita in tutti”, si realizzarono udienze pubbliche nelle quali le vittime di abuso durante gli anni della segregazione razziale raccontavano le loro esperienze in presenza dei loro carnefici, che a loro volta potevano chiedere perdono, che solo i colpiti potevano concedere, a patto di portare tutte le informazioni di cui essi disponevano sui fatti accaduti.

In questo punto Mandela sviluppa l’inclusiva e comprensiva prospettiva sagittariana, assumendo che la nazione sudafricana era tanto nera che bianca e che non poteva omettere qualsiasi tipo di abuso l’uno sull’altro. Si basò nel dono della casa IV in Pesci: la filosofia ubuntu della sua comunità originaria, secondo la quale ogni individuo è la comunità, ogni persona diventa umana attraverso l’altro. Con la grazia del suo passato ancestrale liberò la resistenza della memoria, contribuendo all’apertura verso un significato trascendente e integrativo.

La rivelazione della qualità sagittariana lungo la vita suppone l’attraversamento delle memorie di Cancro, Scorpione e Pesci. Riconoscere e assumere un destino di integrazione degli opposti, di fiducia in quanto è diverso da me e di espansione della coscienza oltre alle credenze a cui sono abituato (ASC Sagittario) implica abbandonare la idealizzazione del mondo di appartenenza originario (casa IV in Pesci) trasformare la fusione assoluta con il clan familiare, nazionale o razziale (casa VIII in Cancro) e dissolvere l’incanto per il conflitto e l’esclusione dell’altro (casa XII in Scorpione). È da sottolineare che nel caso di Mandela, l’inerzia resistente all’apprendimento sagittariano risulta rinforzata: una ferita sempre aperta legata alla memoria degli antenati (Chirone in casa IV), una identificazione con il dolore della storia familiare (Sole in Cancro in casa VIII) e una fascinazione per il legame sacrificante all’archetipo della Grande Madre (Luna in Scorpione in casa XII). L’esperienza dell’odio e il disprezzo al differente (e per essere differente) è incisiva e naturale. L’appartenenza è esclusione e paura. L’altro è pericoloso, la differenza è una minaccia. L’amore verso i propri cari è direttamente proporzionale all’odio agli estranei. L’affetto gregario prevale sulla compassione universale.

Tema tropicale di Nelson Mandela

Il tema di Mandela mostra chiaramente gli obiettivi di vita spirituali. Il suo asse nodale è congiunto all’asse Ascendente – Discendente. Venere è congiunta al Discendente e al Nodo Sud, e corrisponde alla nascita privilegiata, al carisma, alla popolarità. Questa combinazione conferisce una familiarità sociale e societaria, conferisce raffinatezza a facilità nelle relazioni, tutte caratteristiche che di ritrovano in Mandela e che gli spianeranno la strada nella vita.

Il destino del Nodo Nord in Sagittario, congiunto all’Ascendente, pone obiettivi impegnativi: è il segno che meglio rappresenta la giustizia, l’internazionalismo, l’uguaglianza. Favorito dal governatore Giove esaltato in Cancro, il segno di Mandela, in casa VII, si rivela un posizionamento eccellente per promuovere l’armonia fra due fazioni. La congiunzione di Giove con Plutone potenzia le convinzioni e gli ideali: il segno dello Scorpione è alla cuspide della casa XII, casa dell’universalismo. L’applicatività di Venere verso l’opposizione all’Ascendente suggerisce relazioni di coppia problematiche e la necessità di rendersi conto che agire in modo indipendente farà parte delle sfide e degli scopi della vita. Si sposò tre volte, (attivismo e adulteri non favorivano la stabilità di coppia) e la moglie più famosa fu Winnie Mandela. Nel corso della sua vita si è lamentato della solitudine, conseguenza della lunga prigionia patita. Il segno di maggiore difficoltà nella direzione della sua carriera è Marte in Bilancia in casa 10: l’inclinazione del segno a includere si scontra con la volontà del pianeta di escludere o agire in modo incompatibile con la cooperazione. La casa VIII vede la presenza di Sole e Nettuno in Cancro e questo significa che alla persona viene chiesta una forte autoidentificazione e potenziamento, in una area di esperienza associata ad esperienze emotive di crisi per la paura della perdita. Urano in casa 3, come pianeta della rivolta, benedice la retorica e la ribellione alla base del resto del grafico. È nato per rovesciare ciò che percepiva come ingiusto e la fissità di Acquario implica la lotta (Urano quadrato Luna in casa II). La sua Luna “Primo Quarto” in Scorpione richiede il correre grossi rischi, cosa comune ai leader, perché c’è molto da dimostrare. Si trova in casa XII, un’area riferita a luoghi confinati, come lo sono le carceri.

 

Tema Draconico di Nelson Mandela

L’energia cardinale è elevata ma resta comunque prevalente la modalità fissa: dovrà essere un attore protagonista determinato per realizzare uno scopo di vita, prendendo l’iniziativa. Il Nodo Nord e l’Ascendente si trovano congiunti e all’inizio di Ariete, una combinazione battagliera. L’Ariete è il guerriero: questa carta racconta graficamente di una battaglia da intraprendere. Marte è promosso in Capricorno nella sua esaltazione, una benedizione per la lotta nel mondo della politica e del governo (Casa 10). L’Ascendente Sagittario tropico parla di giustizia ma dovrà essere conquistata attraverso l’Ariete draconico. Mandela era un attivista etichettato come terrorista, in seguito avrebbe dichiarato che la lotta armata era stata imposta dal governo, come nel caso del massacro di Sharpeville del 1960 in cui la polizia apri il fuoco su una folla di neri facendo una strage. La Venere opposta è promossa in Bilancia, migliorando il carisma e l’attrattiva verso il mondo esterno. Ma la lotta può compromettere le relazioni, dato che Bilancia è alla cuspide di casa 7. La casa VIII è in Scorpione e simbolo di una lotta per la vita o la morte. Nulla nella casa VIII può restare invariato, essendo la casa della Trasformazione. Il passaggio di Urano in casa III nel segno di Gemelli amplifica l’articolazione espressiva di Mandela: come avvocato era preciso nell’uso del linguaggio, eloquente e stimolante con un dono particolare per le frasi memorabili. Durante il processo a cui fu sottoposto nel 1962 egli dichiarò: sono un uomo nero alla corte di uomini bianchi.  Il passaggio di Giove e Plutone al segno di Bilancia, in casa VII, sottolinea il tema della collaborazione, dell’avvicinamento di due parti, favorendone l’unione.

Sinastria tropico- draconica di Nelson Mandela:

Il nodo Nord e l’Ascendente draconici si spostano in casa IV e si congiungono a Chirone tropico: patria e dolore vanno insieme, Sudafrica e Apartheid: in Ariete si prospetta un nuovo mondo. Saturno draconico in Scorpione si congiunge alla Luna tropica, descrivendo la lotta contro le colonie che comporterà l’isolamento. La Luna draconica è congiunta a Urano tropico in Acquario e in casa III e parla di libertà da quanto sia condizionante. La Bilancia portata nella casa XI mostra la funzione unificante che Mandela ha svolto come presidente, nonostante le molte contestazioni: Marte Tropico congiunto a Giove e Plutone draconici lo evidenzia. La congiunzione del Sole tropico con la parte di fortuna draconica in casa VIII preannuncia la vittoria nella questione della patria e del cambiamento.

A parte quello che sappiamo di Mandela, è evidente che lo scopo della sia vita sia stato trasformare la sua terra e dare forza alla sua eredità e di farlo attraverso la lotta e l’attivismo. È curioso che la casa dell’Ariete, la V, sia vuota, data la storia di Mandela. Ma è indicativo del modo in cui il destino l’ha lanciato nel ruolo di combattente per i diritti civili contro lo Stato: sono state le circostanze a scatenarlo, non l’aggressività innata o la criminalità. Marte draconico in Capricorno (in esaltazione) governa la casa V, come Marte in Bilancia tropico nella casa X: il suo nemico è lo Stato, almeno fino a quando non sarà vittorioso.

Mauro Sanavia